Respirazione Olotropica

Come Funziona

 

Il lavoro della Respirazione Olotropica di Grof guida l’individuo in un viaggio affascinante attraverso regni della psiche precedentemente sconosciuti, nella straordinaria profondità della coscienza umana

Frances Vaughan Ph D

Questa tecnica combina respirazione, musica evocativa, lavoro corporeo focalizzato, espressione creativa e condivisione di gruppo.

Anche se incontri individuali sono possibili, le sessioni si svolgono abitualmente in gruppo

Lo scopo dei seminari è utilizzare la Respirazione Olotropica come via di sviluppo, guarigione o autoconoscenza. L’addentrarsi nel lavoro con gli stati espansi di coscienza avviene in un contesto sicuro, rispettoso e terapeutico, grazie anche al sostegno di facilitatori specificamente preparati all’accompagnamento in questo tipo di esperienza.

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LA SESSIONE

In un seminario di gruppo le persone lavorano in coppia, e si alternano nello sperimentare i ruoli di “sitter” e di “breather”.
Il lavoro del sitter è semplicemente essere disponibile ad assistere il “breather”, che sta sperimentando la sessione di RO, senza interrompere o interferire con il suo processo.

Nella sessione, dopo un breve rilassamento, la psiche viene attivata dal respiro e da musica evocativa, ed in questo modo è possibile per ogni breather entrare in stati non ordinari di coscienza. Nel corso della sessione ogni partecipante entrerà in contatto con i contenuti della psiche pronti per essere esplorati, guariti ed integrati. 

Per tutta la durata del lavoro, i facilitatori sono presenti e a disposizione per accompagnare ogni partecipante nel proprio percorso.

Ogni membro del gruppo concluderà l’esperienza con il proprio ritmo.
Prima di lasciare la sala, potrà portarla al migliore compimento possibile per quel momento grazie all’accompagnamento di un facilitatore attraverso un lavoro corporeo focalizzato al rilascio energetico di eventuali tensioni residue.

DISEGNARE IL MANDALA

A quel punto troverà a sua disposizione carta e colori, o altro materiale espressivo, per cominciare ad esprimere ciò che ha vissuto in quello che viene chiamato un “Mandala”. Non è necessario avere doti artistiche , anzi l’espressione libera di ciò che abbiamo vissuto sul foglio è facilitata dal non avere una speciale competenza tecnica. Questo infatti permette di disegnare/colorare attivando la parte più intuitiva di sé. Così facendo evitiamo l’interferenza razionale che potrebbe provenire proprio dal “saper disegnare”.

E’ questa una fase importante del processo di integrazione della propria esperienza, che permette l’avvio del processo di integrazione di ciò che si è vissuto nella sessione con la propria ordinaria consapevolezza di sè. E’ anche un momento che permette una transizione dolce dal viaggio interiore al condividerlo con gli altri.

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LA CONDIVISIONE

Infine, quando tutti i partecipanti sono pronti, ci si riunisce per la condivisione di gruppo.

In questo spazio ogni partecipante può esprimere ciò che ha vissuto nella misura ed alla profondità che sente opportuno per sé stesso in quel momento. Ciò che si condivide non viene nè giudicato nè interpretato, ma è considerato un libero dono del partecipante al gruppo.

Nel corso della condivisione possono venire offerti dal conduttore degli spunti di riflessione sul funzionamento del processo di crescita personale proprio partendo dalle condivisioni dei partecipanti.